Gli interventi sui terreni

Più tecnologia, meno inquinamento

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A partire dal 2014 ha preso avvio un primo trattamento dei terreni inquinati, consistente in una serie di punti di estrazione di vapore dal suolo (impianto SVE), così configurato:

  • con una serie di pozzi vengono estratte, sotto forma di vapori, le sostanze inquinanti (composti organici clorurati) presenti nel sottosuolo; 
  • i vapori contaminati, tramite una centrale di aspirazione, vengono inviati a un apposito impianto di trattamento che abbatte gli inquinanti e poi immette nell’atmosfera i vapori decontaminati. 

A partire dall’avvio del trattamento fino al 31/12/2017 sono oltre 5.000 i kilogrammi di solventi clorurati rimossi dai terreni (una cifra che raddoppia se si sommano i trattamenti effettuati nella precedente fase sperimentale). 

Un ulteriore trattamento dei terreni è costituito dalla riduzione chimica tramite il Ditionito di Sodio: questo reagente iniettato in forma liquida nel suolo, riduce il Cromo esavalente (tossico) in Cromo trivalente (innocuo). Testato positivamente nei laboratori dell’Università di Alessandria “A. Avogadro” e sulle aree a maggior concentrazione di cromo esavalente dello stabilimento, il trattamento della prima di 7 aree è iniziato nel Febbraio 2016. L’intervento complessivo corrisponde a circa 30mila metri quadrati di terreni e sarà funzionale a rientrare nel rispetto dei limiti di legge. Il tempo previsto per completare i lavori è stimato in circa 7 anni e l’investimento complessivo è di 7 milioni di euro.

I risultati del primo intervento di applicazione hanno confermato una riduzione di circa l’80% delle concentrazioni di cromo VI, già rilevati in fase sperimentale.

Vedi il Comunicato stampa e scarica la presentazione "Progetto di bonifica del Cromo esavalente nei terreni".

 

Negli anni passati è stato inoltre condotto un intervento di scavo e smaltimento con l’obiettivo di rimuovere i terreni contaminati dall’Olio Combustibile Denso (OCD) che ha riguardato un’area ben definita. I terreni estratti sono stati avviati a impianto esterno di smaltimento. 

Sempre in collaborazione con l’Università di Alessandria “A. Avogadro”, prosegue la sperimentazione della tecnica di Phytoremediation, per bonificare i terreni superficiali interessati dalla contaminazione da metalli: questa tecnica sfrutta la proprietà di particolari specie di felci in grado di assorbire, tramite le radici, i metalli e trasferirli nel fogliame, poi falciato e inviato a smaltimento.